LE JARDIN DU QUOTIDIEN

CONCORSO GÈNEVE VILLE ET CHAMPS | GINEVRA
Selezionati per II fase di concorso

Team: Studio999, Marta Carraro, Emanuela Saporito
Cliente: Office d’urbanisme du canton de Genève et l’Association Genève, Villes en culture(s)
Dimensione: 5250 m²
Costo di costruzione: 55.495,00 CHF

Il progetto ri-porta all’interno del lotto, attraverso il disegno di uno spazio pubblico attivo, i principali temi che caratterizzano quest’area: la memoria, la sua forte identità e la sua vocazione futura. L’area dialoga con tre diverse dimensioni temporali che in essa si sovrappongono dando luogo a forme ed usi diversi dello spazio.
La prima, a quota -1, è la memoria del quartiere che trova la sua rappresentazione più evidente e simbolica nel cimitero adiacente che si irradia all’esterno attraverso la presenza, seppure in via di dismissione, delle botteghe dei marmisti. Questa linea temporale si materializza nel progetto in un disegno di suolo con una texture che vuole evocare le crepe su una lastra di marmo e diventare un percorso “scavato”. Questo percorso intercetta la seconda linea temporale del progetto (a quota 0): il tempo presente, il lotto così come appare oggi, un terrain vague dagli usi indefiniti, fatto di ghiaia, asfalto e rada vegetazione spontanea su cui è “appoggiato” l’edificio temporaneo che ospita la Maison du Plateau. Grazie alle sue funzioni questo edificio è luogo attivo di socialità e condivisione che conduce alla definizione del terzo livello: il tempo futuro che vedrà il quartiere protagonista del nuovo Plan Directeur. L’edifico, unico elemento presente nel lotto, guida alla definizione di un lungo porticato costituito da portali in legno e semplici oggetti assemblati che si smaterializzano e si frammentano allontanandosi dall’edificio e definiscono diversi ambienti con usi differenti: la pergola, l’area gioco, gli orti, la serra, l’area per mercatini, il lungo tavolo per pranzi collettivi all’aperto.
A questo livello appartiene anche il disegno di Paesaggio che caratterizza il progetto. La scelta si è orientata su due temi principali: l’identità agricola del territorio limitrofo e la natura spontanea che occupa i terrain vagues delle città facendone riserve naturali nascoste ed inattese.

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